Ente Nazionale di Promozione Sportiva, Culturale e Sociale
Per informazioni: +39 347.260.3396
Posted by: In: Comunicati, News 31 Lug 2020 0 comments

Caro Presidente ti informiamo che il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport e la Ministra dell’Istruzione stanno lavorando per mettere a confronto le segnalazioni trasmesse dalle asd agli Enti locali e ai Dirigenti Scolastici al Miur. Al momento infatti, sono pochissimi i dirigenti scolastici che hanno comunicato al Miur di non voler mettere a disposizione le palestre alle asd, ma numerose sono le associazioni, le Federazioni e gli Enti di Promozione che hanno comunicato al Ministro dello Sport le loro preoccupazioni sulla mancanza di spazi per il prossimo anno. In questo momento è in corso una verifica sui motivi che rendono la situazione incerta e generano percezioni differenti, con l’obiettivo di fornire quanto prima una risposta alla preoccupazione manifestata dal mondo dello sport. Il Centro Nazionale Libertas

Posted by: In: Comunicati, News 27 Lug 2020 0 comments

Online i modelli e le indicazioni  per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro.

Due sono i documenti che contengono importanti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate : il provvedimento del 10 luglio 2020 sulle regole per la cessione del credito d’imposta e la circolare n. 20/E che specifica i soggetti beneficiari del bonus e le opzioni di utilizzo del credito di imposta.

Per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta è necessario compilare questo modello che dovrà essere inviato esclusivamente per via telematica attraverso una procedura digitale pubblicata sul sito dell’Agenzia. La risposta arriverà entro cinque giorni. Per la domanda il contribuente può procedere direttamente o avvalersi di un intermediario abilitato.

Il provvedimento, definisce anche le modalità con cui i soggetti beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

La circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate è invece diretta a fornire chiarimenti  sui beneficiari del bonus sanificazione e sulle modalità di cessione del credito di imposta.

Tra i soggetti beneficiari sono previste anche associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Sono quindi comprese anche le ASD?

Art 125 del Decreto Rilancio fa entrare di diritto sia gli Enti del Terzo Settore che gli enti non commerciali che comprendono anche le ASD: “Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Possono usufruirne solo le ASD o APS con partita iva?

Anche se gli enti non commerciali e del Terzo Settore vengono citati, nell’art. 125 del decreto,subito dopo gli esercenti impresa, arti e professioni, creando il dubbio sulla veste imprenditoriale,  i due settori (imprese commerciali, da una parte e enti non commerciali dall’altra) sono oggetto di due disposizioni autonome e separate. Il riferimento è infatti a tutti gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, come autonomi destinatari del credito di imposta senza connessione ad una eventuale attività commerciale svolta.

Online i modelli e le indicazioni  per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro.

Due sono i documenti che contengono importanti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate : il provvedimento del 10 luglio 2020 sulle regole per la cessione del credito d’imposta e la circolare n. 20/E che specifica i soggetti beneficiari del bonus e le opzioni di utilizzo del credito di imposta.

Per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta è necessario compilare questo modello che dovrà essere inviato esclusivamente per via telematica attraverso una procedura digitale pubblicata sul sito dell’Agenzia. La risposta arriverà entro cinque giorni. Per la domanda il contribuente può procedere direttamente o avvalersi di un intermediario abilitato.

Il provvedimento, definisce anche le modalità con cui i soggetti beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

La circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate è invece diretta a fornire chiarimenti  sui beneficiari del bonus sanificazione e sulle modalità di cessione del credito di imposta.

Tra i soggetti beneficiari sono previste anche associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Sono quindi comprese anche le ASD?

Art 125 del Decreto Rilancio fa entrare di diritto sia gli Enti del Terzo Settore che gli enti non commerciali che comprendono anche le ASD: “Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Possono usufruirne solo le ASD o APS con partita iva?

Anche se gli enti non commerciali e del Terzo Settore vengono citati, nell’art. 125 del decreto,subito dopo gli esercenti impresa, arti e professioni, creando il dubbio sulla veste imprenditoriale,  i due settori (imprese commerciali, da una parte e enti non commerciali dall’altra) sono oggetto di due disposizioni autonome e separate. Il riferimento è infatti a tutti gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, come autonomi destinatari del credito di imposta senza connessione ad una eventuale attività commerciale svolta.

Puoi trovare questo articolo anche su nostro sito dedicato alla fiscalità FISCOLIBERTAS.IT

Posted by: In: Comunicati, News 24 Lug 2020 0 comments

Il governo si appresta a cambiare la riforma dello sport approvata un anno fa da quello gialloverde. La bozza del testo preparata dal ministro Spadafora da un lato potenzierebbe il Coni e dall’altro prevederebbe norme più restrittive riguardo la vita politica dello stesso ente. Il testo ridurrebbe infatti, tra le altre cose, il limite dei mandati che aveva esteso il Pd, con la conseguente impossibilità per Giovanni Malagò di potersi ricandidare per il prossimo quadriennio olimpico. Lo stesso limite sarebbe previsto anche per i membri di giunta ma non per i presidenti federali. Si tratterebbe di una ‘controriforma’ che supererebbe i presupposti su cui si era basata la precedente riforma dello sport voluta dall’ex sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Restaurato in qualche modo il sistema precedente, il Coni riacquisterebbe spazi e sedi precedentemente ridotti dalla stessa riforma. In termini di influenza sul territorio vedrebbe in parte circoscritto il raggio d’azione di Sport e Salute, l’ente nato poco più di un anno fa e che ha sostituito la vecchia Coni Servizi. Sarebbe confermata infatti la nascita del nuovo dipartimento dello sport con ampie competenze .

Entrando poi nel merito della riforma dello sport, il Ministro ha spiegato come sia il frutto di un lavoro congiunto e di ascolto di tutti gli attori del settore, che siano le regioni, gli enti sportivi (Coni, Federazioni, Discipline e Enti di promozione), il mondo politico ecc.

Il primo aspetto della riforma è nella governance dello sport, che viene ridistribuita tra governo nazionale (per l’indirizzo delle politiche sportive e stanziamento fondi), CONI (per l’alto agonismo e olimpiadi), le Federazioni e Discipline associate (con maggiore autonomia), Sport e salute SpA (per tutto l’aspetto legato al benessere, promozione dello sport di base ecc). Verrà inserito un limite di tre mandati per le cariche dirigenziali di FSN, DSA, EPS, stimolando quindi un rinnovo della classe dirigente.

Un punto molto importante del nuovo testo unico per lo sport sarà sui lavoratori sportivi, a cui andranno estese tutte le tutele e obblighi di ogni altro lavoratore, che si tratti di previdenza, assicurazioni e quant’altro, tenendo conto delle peculiarità e dello stato attuale dello sport, con l’impegno di non creare eccessivi aggravi di spesa nei confronti di ASD, SSD e tutti gli altri organismi sportivi. Su questo sembra che il Ministero dell’Economia stia fornendo massima collaborazione.

Sarà prevista la figura dell’insegnante di educazione fisica già alle scuole primarie, reclutando i laureati in scienze motorie e sarà disciplinata la figura dell’agente sportivo ed anche la figura dell’atleta animale (cavalli, cani ecc).

Il professionismo sarà da considerare “unisex” (ndr), ovvero non dovranno esserci più differenze tra settori maschili e femminili.

Il Registro CONI potrebbe essere trasformato, entrando nel controllo governativo e/o di sport e salute, stabilendo poi che la componente commerciale svolta da ASD e SSD debba essere secondaria rispetto alla pratica dello sport. Fine dei ristoranti e bar camuffati!

Verrà normata la possibilità di unadistribuzione parziale degli utili, che oggi è totalmente vietata, e verrà abolito il vincolo sportivo che è quel rapporto giuridico che lega un giocatore ad un club trovandosi obbligato a svolgere la propria attività agonistica esclusivamente con la società con cui si tessera e non potendo “svincolarsi” senza un accordo.

Posted by: In: Comunicati, News 24 Lug 2020 0 comments

Pubblicato sul sito dell’ufficio dello sport l’elenco dei soggetti, con l’identificativo del numero seriale, che possono effettuare erogazioni liberali per interventi volti alla manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici o per realizzare nuove strutture sportive pubbliche, lo Sport Bonus.

“Le imprese, gli enti non commerciali e le persone fisiche devono effettuare le erogazioni liberali entro il 31 luglio 2020 tramite bonifico bancario, bollettino postale, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

Entro il 11 agosto 2020 gli enti beneficiari delle erogazioni liberali, devono dare comunicazione all’Ufficio per lo sport dell’avvenuto versamento in denaro, compilando l’apposito modulo ed inviandolo a mezzo posta elettronica certificata, a: ufficiosport@pec.governo.it. ” 

Elenco dei soggetti ammessi identificati con numero seriale: http://www.sport.governo.it/media/2208/1a-2020-decreto-autorizza-enti-a-bonifico.pdf

 

Posted by: In: Comunicati, News 20 Lug 2020 0 comments

Nuova Direttiva l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale”.

La presente Direttiva annulla e sostituisce la precedente, deliberata dalla Giunta Nazionale il 19/05/2020 con proprio provvedimento n.62, al fine di non incorrere in potenziali impedimenti che potrebbero essere istituiti dalla Autorità di Governo in conseguenza di possibile recrudescenza del Coronavirus Covid-19 nel periodo autunnale del corrente anno.
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ASSEMBLEE REGIONALI
Le Assemblee Regionali per il rinnovo del Consiglio Regionale e l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale” dovranno essere celebrate in un unico giorno individuato nel 10 agosto 2020, (Election day) e dovranno essere convocate di conseguenza, nel rispetto dell’Art.40 punto 6) dello Statuto, il giorno 21 luglio 2020 (almeno 20 giorni prima della celebrazione dell’Assemblea) In assenza della convocazione, entro il termine sopra indicato, e della successiva celebrazione dell’Assemblea, sarà nominato un Commissario ad acta per l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale”.Convocazione assemblea elettiva regionale del Veneto 10-08-2020

Posted by: In: Comunicati, News 12 Ott 2019 0 comments

KARATE INTERNAZIONALE: IL CNS LIBERTAS ANCORA PROTAGONISTA. La partecipazione agli OPEN di CROAZIA, e’ orma

gli atleti della rappresentativa Libertas


Oltre 1800 i partecipanti che si sono dati battaglia sugli otto tatami messi a disposizione dalla federazione Croata.
La rappresentativa Libertas composta da 17 atleti e 4 accompagnatori, ha sfiorato il podio nella specialita’ del kumite, con 3 quinti posti con Vladimir Barbuzza U21 60Kg., Davide Gasparetto junior 74 Kg., e Martina Gai senior 55 Kg. fermata ad un passo dal podio da un infortunio muscolare.
Bene anche Matilde Capitanio che negli. U14. 50 Kg si e’ classificata settima.
Una gara lunga distribuita su tre giorni, che ha messo a dura prova atleti e tecnici, ma che ha contribuito ad accrescere esperienza a questo gruppo di giovani atleti che in ogni occasione da prova di serietà e spirito di appartenenza al gruppo. DIPARTIMENTO NAZIONALE KARATE LIBERTAS

Posted by: In: Comunicati, News 12 Ott 2019 0 comments

IDRATAZIONE NELLO SPORTIVO. Dott. Roberto Malgarotto

Negli sportivi oltre all’allenamento riveste una grande importanza l’aspetto nutrizionale soprattutto in relazione alla tipologia di attività svolta. Oltre all’apporto di nutrienti nella dieta, anche l’idratazione è di massima importanza, eppure la maggior parte degli atleti non si idrata adeguatamente ma attende di avvertire lo stimolo della sete prima di reidratarsi. Una corretta idratazione assicura un recupero ottimale e più veloce oltre ad influire positivamente sulla prestazione ed attenuare l’affaticamento (Vadopalas, 2019). Una corretta idratazione dopo esercizio fisico dipende infatti da vari fattori quali tipologia di prestazione, durata, condizioni ambientali oltre alle caratteristiche del soggetto ( Maughan, 1992).

Nel corpo umano il contenuto di acqua varia in funzione dell’età, del sesso e della composizione corporea infatti mediamente in età adulta si va da un 57% in un uomo di 70 Kg al 52% di una donna di 60, al 38% di un soggetto obeso di 110 Kg infatti i grassi contengo poca acqua rispetto ad oltre il 70% della massa magra  (Keith Fisher 2019). La regolazione dell’acqua nel corpo umano è in continuo equilibrio tra apporto e cessione (si definisce euidratazione), normalmente in 24h si sostituiscono 2-2,4 litri di acqua, importante è ricordare che le entrate e le uscite devono essere uguali  e che l’acqua eliminata può salire di molto in relazione alla temperatura esterna (da 2400ml a 20°C a 3400 a 30 °C). L’uscita dell’acqua dall’organismo avviene attraverso urina, feci, respirazione e sudorazione, quest’ultima soprattutto durante attività fisica, può essere incrementata anche da abbigliamento eccessivo o non adeguato, da esagerata intensità e durata dell’esercizio fisico oltre dalla mancata assunzione di liquidi durante l’attività stessa, gli sportivi quindi vanno incontro a maggiori rischi di disidratazione soprattutto in attività di endurance prolungate nel tempo come la maratona o il triathlon (Asker, 2011). La disidratazione nell’atleta si presenta in prima istanza nella fatica muscolare, poi altri sintomi possono essere: sete, tachicardia, crampi muscolari, difficoltà di concentrazione, vertigini (Lewis, 2017).

Durante una performance sportiva, la soglia massima di perdita di liquidi è definita nel 2% della massa corporea iniziale dell’atleta; ciò significa che in un atleta di 70 Kg una perdita superiore a 1,4 Kg comporta variazioni fisiologiche come: aumento della temperatura centrale; aumento della frequenza cardiaca a causa di un ridotto volume ematico circolante; un aumento del consumo di glicogeno  e una alterazione delle funzioni nervose (Sawka et al. 2007). Diversi autori inoltre hanno evidenziato una diminuzione della capacità aerobica come una riduzione del tempo di esaurimento in esercizi ad intensità costante, risulta quindi fondamentale un buon bilancio idrico nello sportivo prima, durante e dopo esercizio fisico.

Ogni sportivo si chiede quanto sia la quantità di liquidi da assumere e quando, innanzi tutto dobbiamo considerare  la soglia di assorbimento intestinale che è di 600 ml/ora e che, per ovvi motivi, inutilmente va superata. Tornando all’evidenza, studi scientifici, indicano che fino a 4 ore prima della performance gli atleti dovrebbero bere da 5 a 7 ml di acqua per Kg di peso, ovvero un atleta di 70 Kg dovrebbe assumere ca 420 ml di fluidi (Arnaoutis et al. 2015). Durante la performance, i tassi di sudorazione vanno da 0,3 a 2,4 lt ogni ora, in dipendenza da vari fattori quali: livello di fitness aerobico, vestiario, condizioni ambientali, età, sesso ed altri.

Il protocollo per la stima della sudorazione in una performance sportiva è quello che valuta la variazione di peso prima e dopo l’esercizio, considerando con approssimazione 1lt di acqua=1 kg di massa corporea. Volendo fare un esempio per essere più chiari, definiamo un atleta di 70 kg durante una corsa di 1 h a velocità costante (considerando un ambiente a 30°C, 40% di umidità e 2m/s di vento). Il soggetto, dopo minzione, sale nella bilancia e misura 70,2 kg, successivamente corre a 12 km/h per 1h consumando 0.5 lt di acqua. Dopo attività, l’atleta spogliato, pesa 69,1 kg con una perdita di 1,1 kg anche se avendo bevuto 0.5 lt di acqua ha incrementando la perdita come segue 1.1+0.5=1.6 kg. Riassumendo il tasso di sudorazione con una corsa di 12 km/h, 30°C e 40% RH, 2m/s di vento, può essere valutato in 1.6 L/h. Se il nostro atleta quindi compie una corsa di 2 ore, avrebbe consumato il 4,6% di liquidi in due ore, si potrebbe quindi dopo alcuni semplici calcoli consigliare una assunzione di 1.8 lt di acqua ovvero 0.2 lt ogni 15 min. di corsa.          Le linee guida American College of Sports Medicine (USA) consigliano proprio un consumo di liquidi che varia da 0.2 a 0.25 L ogni 15-20 min. di esercizio, o da 0.4 a 0.8 L ogni ora di corsa (Sawka ACSM, 2007), questo a conferma delle precedenti considerazioni. Per quanto riguarda nel periodo dopo esercizio fisico, le linee guida consigliano di consumare una quantità di fluidi pari a 0.9-1.3 L per ogni kg di peso corporeo perso, il prima possibile in modo da ripristinare l’omeostasi elettrolitica dell’organismo.

Oltre agli autori che sostengono un consumo di liquidi durante l’attività motoria vincolato da protocollo, vi sono autori che propongono il consumo “ad libitum” ovvero a piacere (Cheung et al. 2015), lasciando quindi all’atleta la scelta di idratarsi a discrezione, per spiegare meglio, questo studio non evidenziava differenze significative in termini di potenza e tempo di svolgimento della prestazione, tra atleti idratati con protocollo e atleti idratati “ad libitum”.

Ogni studio lascia quindi spazio a dibattiti su quale sia la migliore strategia di idratazione, il consiglio per gli sportivi è comunque di avere possibilità di idratarsi qualora ve ne sia bisogno, sapendo che :

più lungo e duraturo è l’esercizio fisico, e più è importante bere adeguatamente;

è estremamente facile per un atleta disidratarsi con relativo calo del rendimento;

non bisogna aspettare lo stimolo della sete, ma bisogna idratarsi secondo strategia con una corretta idratazione prima, durante e dopo performance,  conoscendo il proprio tasso di sudorazione in modo da pianificare al meglio un’idratazione costante per un corretto svolgimento della prestazione ed un successivo buon recupero fisiologico.

Roberto Magarotto

 

Roberto Magarotto : Biologo Nutrizionista oltre a dottore in Scienze Motorie, autore di varie pubblicazioni in ambito Nutrizionale e Biomedico, da anni collabora alla stesura di piani nutrizionali anche in relazione all’attività motoria, Docente Formatore Libertas, Presidente Movimento per lo Sport, membro AINUT ( associazione italiana nutrizionisti).

 

– Arnaoutis, G., Kavouras, S.A., Angelopoulou, A., Skoulariki, C., Bismpikou, S., Mourtakos, S., and Sidossis, L.S. “Fluid Balance During Training in Elite Young Athletes of Different Sports”. J Strength Cond Res. 2015.

– Asker Jeukendrup, “Nutrition for endurance sports: marathon, triathlon, and road cycling, Journal of Sports Sciences” 2011.

– Cheung, S.S., McGarr, G.W., Mallette, M.M., Wallace, P.J., Watson, C.L., Kim, I.M., and Greenway, M.J.  “Separate and combined effects of dehydration and thirst sensation on exercise performance in the heat.” Scand J Med Sci Sport. 2015.

–  James L. Lewis, “Dehydration” Brookwood Baptist Health and Saint Vincent’s Ascension Health, Birmingham. 2017.

–  J. Keith Fisher “What Is the Average (and Ideal) Percentage of Water in Your Body?” Healthline. 2019.

– Maughan RJ. “Fluid balance and exercise” Int. Journal of Sport Med. 1992.

– Sawka, M.N., and Noakes, T.D. “Does dehydration impair exercise performance? “                                                    Med Sci. Sport. Exerc. 2007.

– Sawka, M.N., Burke, L.M., Eichner, E.R., Maughan, R.J., Montain, S.J., and Stachenfeld, N.S.”American College of Sports Medicine position stand. Exercise and fluid replacement.”  Med Sci Sport. Exerc. 2007.

– Vadopalas K, Ratkevičius A, Skurvydas A, Sipavičienė S, Brazaitis M. “Pre-Exercise Rehydration Attenuates  Central Fatigability during 2-Min Maximum Voluntary Contraction in Hyperthermia.” Department of Applied Biology and Rehabilitation, Lithuanian Sports University.  Marzo 2019.

Posted by: In: Comunicati, News 01 Nov 2016 0 comments

RINVIATO A GENNAIO 2017 L’OBBLIGO DEI DEFIBRILLATORI: L’obbligo dei slitta al 1° Gennaio 2017. Col Decreto Legge del 16 ottobre 2016, n°189 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.244 del 18 ottobre 2016 – “agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016”) si è disposto lo spostamento al 1° gennaio 2017 – applicato in tutta Italia per ragioni di omogeneità – dell’attuazione del cosiddetto “Decreto Balduzzi”, inerente l’obbligo di dotazione e utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.defibrillatore

Posted by: In: Comunicati, News 01 Nov 2016 0 comments

DA www.besport.org SPORT &MEDICINA  – www.dottnet.it    Redazione DottNet | 11/10/2016 18:55

Certificati sportivi, rigettati quelli difformi dalla normativacertificato-fac-simile

Il caso è scoppiato a Cinisello Balsamo: nell’ottica di risprmiare molti documenti vengono firmati da medici non specializzati. Ecco tutte le norme

Sta per scoppiare un’altra grana nel mondo dei certificati sportivi. Il problema è nato a Cinisello Balsamo ma, visto appunto il precedente, la novità potrebbe estendersi anche al resto del Paese.

Il nodo sta nei controlli che diverse associazioni sportive stanno eseguendo sui certificati che le famiglie consegnano per iscrivere i loro figli alle  attività non agonistiche.  I documenti, diverse migliaia, sono rilasciati sì dagli studi medici ma in molti casi sono difformi rispetto alla normativa vigente che prevede regole rigide e inderogabili.

Ovvero, che i certificati siano firmati dal medico di base (o pediatra di base), dai medici specialisti in medicina dello Sport e dai medici della Federazione medico-sportiva del Coni. Per cui ogni altro certificato medico redatto da uno specialista che non appartenga a queste tre categorie è difforme dalla norma e potrebbe quindi risultare non valido. Inoltre per il rilascio del certificato ogni professionista deve allegare un elettrocardiogramma refertato.
In mancanza di queste caratteristiche, in caso di incidente durante l’attività sportiva, sia il medico sia i dirigenti delle associazioni sportive potrebbero incorrere in rivendicazioni di tipo civile e penale. E così molti iscritti alle attività sportive nei prossimi giorni potrebbero ricevere dalle associazioni la richiesta di sostituire il documento. Ma a tutto ciò va aggiunto anche il danno economico, visto che per il rilascio del documento si spendono tra i 25 e i 40 euro e non è scontato che siano restituiti da chi lo ha rilasciato. Il clima di malcontento ha favorito anche la nascita di conflitti all’interno delle associazioni sportive che hanno stretto convenzioni con alcuni studi medici.

Del resto il tema rappresenta un business cruciale anche per i centri di medicina dello sport che nella sola area a  Nord Milano si spartiscono un fatturato di circa 2 milioni di euro l’anno.

Giova quindi ricordare quali sono le regole e l’attuale normativa:

La certificazione medica in ambito sportivo negli ultimi anni ha subito significative modifiche soprattutto in conseguenza dell’emissione del Decreto Legge n. 158del 13 settembre 2012 (c.d. Decreto Balduzzi), convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189, nonché del successivo Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
In ragione di ciò ad oggi i certificati medici sportivi si possono classificare nel modo seguente:
1) certificato medico agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982;
2) certificato medico non agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013; dall’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98); dall’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125); dal Decreto del Ministro della Salute dell’8 agosto 2014 (Linee-Guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica); dalla Nota esplicativa del 17 giugno 2015; dalla Nota integrativa del 28 ottobre 2015;
3) certificato medico per l’esercizio di attività ludico – motoria ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013 e dall’art. 42 bis delDecreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98);
4) certificato medico per l’esercizio di attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013;
5) certificato medico agonistico per disabili ⇒ disciplinato dal decreto del Ministro della Sanità del 4 marzo 1993.
*****
1) IL CERTIFICATO AGONISTICO
La disciplina della certificazione medica per l’esercizio di attività sportiva agonistica è contenuta nel Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982.
Il predetto decreto demanda alle federazioni sportive nazionali ed agli enti sportivi riconosciuti dal CONI (discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva) il compito di qualificare come agonistiche le singole e specifiche attività sportive. Pertanto sono obbligati a richiedere il certificato medico agonistico tutti coloro che, in quanto tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate ed agli enti di promozione sportiva, praticano un’attività sportiva che i suddetti enti qualificano come agonistica. Sono inoltre obbligati a richiedere tale certificato gli studenti che partecipano alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù.
Il certificato medico agonistico può essere rilasciato unicamente dai medici specializzati in medicina dello sport.
La visita medica, finalizzata ad ottenere la certificazione, si svolge secondo un protocollo nazionale definito dal citato decreto e che varia a seconda delle diverse discipline sportive. La periodicità della visita di controllo solitamente è annuale, salvo alcuni sport per i quali è biennale (ad esempio golf, tiro con l’arco).
Ai soggetti ritenuti idonei viene rilasciato il certificato di idoneità, il quale deve essere conservato presso la società sportiva, cui il soggetto stesso appartiene e costituisce condizione indispensabile per la partecipazione ad attività sportive agonistiche.
In caso di inidoneità il medico che ha effettuato la visita deve, entro 5 giorni, darne comunicazione all’atleta, al sistema pubblico di riferimento, nonché alla società sportiva di appartenenza dell’atleta, però a quest’ultima viene comunicato il solito esito negativo senza la diagnosi. L’atleta può proporre, entro 3 giorni, ricorso dinanzi alla Commissione Regionale di Appello.
Le visite di idoneità alla pratica sportiva sono gratuite per i minori e per i disabili.
In ultimo occorre precisare che i soggetti che praticano sport professionistico, secondo le regole stabilite dalla Legge n. 91/1981, devono sottoporsi, oltre alla visita di idoneità per l’esercizio di attività sportiva agonistica, anche ad ulteriori accertamenti indicati dalla suddetta legge. Gli atleti professionisti sono costantemente seguiti dal medico sociale, che è responsabile del loro stato di salute.
2) IL CERTIFICATO NON AGONISTICO
La certificazione medica per la pratica dell’attività sportiva non agonistica era regolata dal Decreto del Ministero della Sanità del 28 febbraio 1983, oggi abrogato dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Il contenuto del suddetto Decreto è poi stato integrato dalle Linee-Guida, emanate dal Ministro della Salute con Decreto dell’8 agosto 2014, nonché dalle successive circolari ministeriali (Nota Esplicativa del 17 giugno 2015 e nota integrativa del 28 ottobre 2015).
Il Decreto ministeriale del 24 aprile 2013 e le linee guida del Ministro della Salute hanno definito attività sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti (i quali hanno quindi l’obbligo di sottoporsi a visita medica):
a) gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche;
b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Inoltre occorre aggiungere che la Circolare ministeriale del 17 giugno 2015, con riferimento alla definizione di attività sportiva non agonistica di cui al precedente punto b),  ha chiarito che:
1) per “coloro” si intendono le persone fisiche tesserate;
2) la definizione riguarda esclusivamente i tesserati in Italia (la stessa non è pertanto rivolta agli atleti stranieri non tesserati in Italia, anche quando questi ultimi partecipano ad attività non agonistiche che si svolgono in Italia).
Il CONI a provveduto ad impartire idonee indicazioni alle federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dallo stesso CONI, affinché distinguano, nell’ambito di tali attività:

Innanzitutto vengono divisi i tesserati in tre categorie:

a)Tesserati che svolgono attività sportive regolamentate. 
In questo caso il certificato medico di idoneità non agonistico è obbligatorio e rientrano in questa categoria tutte le persone fisiche tesserate in Italia, non agoniste, che svolgono attività organizzate dal Coni, da società o associazioni sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali ad eccezioni di alcuni casi previsti dal punto b.

b) Tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico. I tesserati delle seguenti categorie non sono obbligati alla certificazione sanitaria, anche se è raccomandato un controllo medico. Ma ecco l’elenco delle discipline:
– Sport di Tiro (tiro a segno, tiro a volo, tiro con l’arco, tiro dinamico sportivo)
– Biliardo sportivo
– Bocce (ad eccezione della specialità volo di tiro veloce
– Bowling
– Bridge
– Dama
– Giochi e sport tradizionali (discipline regolamentare dalla Figest)
– Golf
– Pesca sportiva di superficie (ad eccezione della pesca d’altura)
– Scacchi
– Curling
Inoltre sono compresi nella categoria esonerata dall’obbligo del certificato medico anche le attività facenti capo a federazioni sportive nazionali il cui impegno fisico è minimo (aeromodellismo, imbarcazioni radiocomandate, attività sportiva cinotecnica).

c) Tesserati che nono svolgono alcuna attività sportiva (non praticanti).
Anche questa categoria non è sottoposta all’obbligo di certificato medico. In questo caso all’atto del tesseramento dovrà essere indicato che il soggetto è dichiarato “non praticante”.
L’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125), modificando il II comma dell’art. 42 bis del Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013, ha stabilito che i certificati medici per l’attività sportiva non agonistica, di cui all’articolo 3 del Decreto del Ministro della salute del 24 aprile 2013, possono essere rilasciati soltanto:
dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti;
dal medico specialista in medicina dello sport;
dai medici della Federazione Medico Sportiva del Comitato Olimpico Nazionale.
Il protocollo di visita cui il soggetto obbligato deve sottoporsi, al fine di ottenere la certificazione, è definito dalle Linee-guida del Ministero della salute dell’8 agosto 2014, le quali prevedono:
a) l’anamnesi e l’esame obiettivo,  completo  di  misurazione della pressione arteriosa;
b) un elettrocardiogramma a  riposo,  debitamente  refertato, effettuato almeno una volta nella vita;
c) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che hanno superato i 60 anni di età e che associano altri fattori di rischio cardiovascolare;
d) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate, comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.
Il medico certificatore, tenuto conto delle evidenze cliniche e/o diagnostiche rilevate, si può avvalere anche di una prova da sforzo massimale e di altri accertamenti mirati agli specifici problemi di salute. Nei casi dubbi il medico certificatore si avvale della consulenza del medico specialista in medicina dello sport o, secondo il giudizio clinico, dello specialista di branca.
Il modello del certificato è predefinito ed ha validità annuale, con decorrenza dalla data di rilascio.
3) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ LUDICO MOTORIA
Per l’esercizio di attività ludico motoria non è obbligatoria la certificazione medica, in quanto l’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98) ha soppresso l’obbligo di certificazione precedentemente introdotto dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013. Pertanto la certificazione medica per l’esercizio di tale attività è facoltativa, anche se è spesso richiesta da società o associazioni sportive a fini assicurativi.
Al fine di comprendere cosa si intende per attività ludico motoria occorre fare riferimento alla definizione prevista dall’art. 2 del Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013, secondo cui essa è rappresentata dall’attività praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o collettiva, non occasionale, finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da organismi sportivi, ivi compresa l’attività che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi.
La certificazione può essere rilasciata, mediante apposito modello predefinito, da qualsiasi medico iscritto all’ordine dei medici.
4) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ SPORTIVE DI PARTICOLARE ED ELEVATO IMPEGNO CARDIOVASCOLARE
La certificazione per l’attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Necessitano di questo certificato i partecipanti a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio, patrocinate da Federazioni sportive, Discipline Sportive Associate ed Enti di promozione Sportiva che non sono tesserati ai suddetti organismi e prendono parte a manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, gran fondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe.
In questi casi, il controllo medico deve necessariamente comprendere, oltre alla rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca e altri eventuali accertamenti ritenuti utili e opportuni a giudizio del medico.
I certificati possono essere rilasciati dai medici specialisti in medicina dello sport, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, limitatamente ai loro assistiti, su apposito modello predefinito. La documentazione deve essere conservata per almeno un anno.

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