Ente Nazionale di Promozione Sportiva, Culturale e Sociale
Per informazioni: +39 347.260.3396
Posted by: In: Comunicati, News 22 Ago 2020 0 comments

OGGETTO: Convocazione assemblea Provinciale Elettiva Centro Provinciale Sportivo Libertas di Venezia 2021/2024- Artt. 40-48 dello Statuto

Con la presente viene convocata l’Assemblea Provinciale elettiva del Centro Provinciale Sportivo
Libertas Aps di Venezia per il giorno mercoledì 9.9.2020 alle ore 15.00 in prima convocazione e alle ore
18.00 dello stesso giorno 9.09.2020 in seconda convocazione, con validità qualunque sia il numero degli
aventi diritto a voto, presso la sede Palazzetto Sport di Noale via De Pol n. 7, con il seguente ordine del
giorno:
1. Presa atto del verbale della Commissione Verifica Poteri,
2. Deliberazione su eventuali ricorsi presentati dalla Commissione Verifica Poteri,
3. Elezione dell’Ufficio di Presidenza, composto da Presidente, Vicepresidente e Segretario,
4. Elezione di n. 3 scrutatori,
5. Elezione del Presidente Provinciale,
6. Elezione di n. 4 Consiglieri Provinciali,
7. Elezione di n. 3 membri della Consulta Provinciale dei Delegati,
8. Elezione del Revisore dei Conti,
9. Proclamazione degli eletti.
Le operazioni di verifica poteri avranno inizio il giorno 9.9.2020 alle ore 13.00 presso la sede Palazzetto
Sport di Noale, via De Pol 7, fino all’orario previsto per l’inizio delle assemblee.
Per la partecipazione all’Assemblea è indispensabile presentarsi alla Commissione Verifica Poteri muniti
di valido documento di riconoscimento, della tessera di socio Libertas e di eventuali deleghe (massimo
una per ogni Associazione partecipante al voto).
Potranno prendere parte all’Assemblea solo i rappresentanti delle Associazioni Libertas in regola con
l’affiliazione ed il tesseramento.
Le associazioni potranno essere rappresentate dal proprio Presidente o da un suo delegato del Consiglio
Direttivo della stessa Associazione.
I soci aspiranti alle cariche elettive previste dovranno far pervenire la loro candidatura (utilizzando
modulo allegato) entro e non oltre le ore 14.00 di sabato 29.8.2020, alla Segreteria del Centro
Provinciale con invio via mail a cpvenezia@libertasnazionale.it oppure via Posta Elettronica Certificata
all’ indirizzo adriano.pellizzon@pec.it (in considerazione dell’attuale chiusura della sede Segreteria del
Centro Provinciale per Covid-19), indicando espressamente la candidatura per la quale si intende
concorrere. Per ogni informazione potete contattarmi al n. 329.5945530.
La Commissione Verifica Candidature si riunirà presso il Palazzetto Sport di Noale alle ore 18.00 di
lunedì 31.8.2020.
Venezia, lì 22 Agosto 2020.

Posted by: In: Comunicati, News 07 Ago 2020 0 comments

Al Centro Nazionale Sportivo Libertas

Al Presidente Nazionale Libertas Prof. Luigi Musacchia

Alla Segreteria Nazionale

Ai Comitati Provinciali Libertas del Veneto

Alla Commissione Verifica Poteri

Ai Consiglieri Provinciali, Regionali, Nazionali della Regione Veneto Libertas

Alle Associazioni Libertas del Veneto

Ai Candidati ammessi alle cariche

Oggetto: Variazione sede Assemblea Elettiva 2020 del Centro Regionale Veneto.

A seguito del numero delle candidature e del preventivato numero elevato di partecipanti, per esigenze di rispetto dei protocolli di sicurezza e prevenzione sanitaria  “anti Covid 19” la sede dell’Assemblea Regionale è stata spostata nei locali del Palasport “Azzurri d’Italia” in via A. De Pol 7 sempre a Noale (circa 80 mt dalla sala “R. Maso “ precedentemente prevista). La Commissione Verifica Poteri sarà operativa nella medesima struttura sportiva.

All’Assemblea Elettiva Regionale per regolamento e per motivi sopra citati potrà accedere solo le persone autorizzate dallo statuto, elettori vidimati e i componenti dei comitati territoriali previsti, oltre agli incaricati allo svolgimento dell’assemblea.  Alla verifica poteri sarà consegnato un pass individuale che permetterà l’accesso ai locali. Non è consentita la partecipazione di accompagnatori o altro che non rientrino tra quelli autorizzati. (art. 40 Statuto CNSL). E’ d’obbligo l’utilizzo delle mascherine sul viso all’interno della struttura e mantenere una distanza di sicurezza superiore al metro tra i partecipanti.

Si invitano i Comitati Provinciali a diffondere la variazione di sede alle loro associazioni e agli interessati alla partecipazione. Tale comunicazione sarà pubblicata sui siti istituzionali Libertas Nazionale e Veneto. Sarà esposto un cartello informativo dello spostamento presso la prima sede prevista. Alla presente comunicazione viene allegata una mappa indicativa della zona.

Distinti saluti

 Venezia, 06/08/2020

Posted by: In: Comunicati, News 31 Lug 2020 0 comments

Caro Presidente ti informiamo che il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport e la Ministra dell’Istruzione stanno lavorando per mettere a confronto le segnalazioni trasmesse dalle asd agli Enti locali e ai Dirigenti Scolastici al Miur. Al momento infatti, sono pochissimi i dirigenti scolastici che hanno comunicato al Miur di non voler mettere a disposizione le palestre alle asd, ma numerose sono le associazioni, le Federazioni e gli Enti di Promozione che hanno comunicato al Ministro dello Sport le loro preoccupazioni sulla mancanza di spazi per il prossimo anno. In questo momento è in corso una verifica sui motivi che rendono la situazione incerta e generano percezioni differenti, con l’obiettivo di fornire quanto prima una risposta alla preoccupazione manifestata dal mondo dello sport. Il Centro Nazionale Libertas

Posted by: In: Comunicati, News 27 Lug 2020 0 comments

Online i modelli e le indicazioni  per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro.

Due sono i documenti che contengono importanti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate : il provvedimento del 10 luglio 2020 sulle regole per la cessione del credito d’imposta e la circolare n. 20/E che specifica i soggetti beneficiari del bonus e le opzioni di utilizzo del credito di imposta.

Per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta è necessario compilare questo modello che dovrà essere inviato esclusivamente per via telematica attraverso una procedura digitale pubblicata sul sito dell’Agenzia. La risposta arriverà entro cinque giorni. Per la domanda il contribuente può procedere direttamente o avvalersi di un intermediario abilitato.

Il provvedimento, definisce anche le modalità con cui i soggetti beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

La circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate è invece diretta a fornire chiarimenti  sui beneficiari del bonus sanificazione e sulle modalità di cessione del credito di imposta.

Tra i soggetti beneficiari sono previste anche associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Sono quindi comprese anche le ASD?

Art 125 del Decreto Rilancio fa entrare di diritto sia gli Enti del Terzo Settore che gli enti non commerciali che comprendono anche le ASD: “Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Possono usufruirne solo le ASD o APS con partita iva?

Anche se gli enti non commerciali e del Terzo Settore vengono citati, nell’art. 125 del decreto,subito dopo gli esercenti impresa, arti e professioni, creando il dubbio sulla veste imprenditoriale,  i due settori (imprese commerciali, da una parte e enti non commerciali dall’altra) sono oggetto di due disposizioni autonome e separate. Il riferimento è infatti a tutti gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, come autonomi destinatari del credito di imposta senza connessione ad una eventuale attività commerciale svolta.

Online i modelli e le indicazioni  per usufruire dei crediti d’imposta introdotti dal Dl Rilancio per le spese di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione individuale, e per le spese di adeguamento degli ambienti di lavoro.

Due sono i documenti che contengono importanti chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate : il provvedimento del 10 luglio 2020 sulle regole per la cessione del credito d’imposta e la circolare n. 20/E che specifica i soggetti beneficiari del bonus e le opzioni di utilizzo del credito di imposta.

Per comunicare le spese ammissibili al credito di imposta è necessario compilare questo modello che dovrà essere inviato esclusivamente per via telematica attraverso una procedura digitale pubblicata sul sito dell’Agenzia. La risposta arriverà entro cinque giorni. Per la domanda il contribuente può procedere direttamente o avvalersi di un intermediario abilitato.

Il provvedimento, definisce anche le modalità con cui i soggetti beneficiari possono comunicare all’Agenzia di optare, invece che per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta, per la cessione, anche parziale, dei crediti stessi ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

La circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate è invece diretta a fornire chiarimenti  sui beneficiari del bonus sanificazione e sulle modalità di cessione del credito di imposta.

Tra i soggetti beneficiari sono previste anche associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Sono quindi comprese anche le ASD?

Art 125 del Decreto Rilancio fa entrare di diritto sia gli Enti del Terzo Settore che gli enti non commerciali che comprendono anche le ASD: “Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Possono usufruirne solo le ASD o APS con partita iva?

Anche se gli enti non commerciali e del Terzo Settore vengono citati, nell’art. 125 del decreto,subito dopo gli esercenti impresa, arti e professioni, creando il dubbio sulla veste imprenditoriale,  i due settori (imprese commerciali, da una parte e enti non commerciali dall’altra) sono oggetto di due disposizioni autonome e separate. Il riferimento è infatti a tutti gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, come autonomi destinatari del credito di imposta senza connessione ad una eventuale attività commerciale svolta.

Puoi trovare questo articolo anche su nostro sito dedicato alla fiscalità FISCOLIBERTAS.IT

Posted by: In: Comunicati, News 24 Lug 2020 0 comments

Il governo si appresta a cambiare la riforma dello sport approvata un anno fa da quello gialloverde. La bozza del testo preparata dal ministro Spadafora da un lato potenzierebbe il Coni e dall’altro prevederebbe norme più restrittive riguardo la vita politica dello stesso ente. Il testo ridurrebbe infatti, tra le altre cose, il limite dei mandati che aveva esteso il Pd, con la conseguente impossibilità per Giovanni Malagò di potersi ricandidare per il prossimo quadriennio olimpico. Lo stesso limite sarebbe previsto anche per i membri di giunta ma non per i presidenti federali. Si tratterebbe di una ‘controriforma’ che supererebbe i presupposti su cui si era basata la precedente riforma dello sport voluta dall’ex sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Restaurato in qualche modo il sistema precedente, il Coni riacquisterebbe spazi e sedi precedentemente ridotti dalla stessa riforma. In termini di influenza sul territorio vedrebbe in parte circoscritto il raggio d’azione di Sport e Salute, l’ente nato poco più di un anno fa e che ha sostituito la vecchia Coni Servizi. Sarebbe confermata infatti la nascita del nuovo dipartimento dello sport con ampie competenze .

Entrando poi nel merito della riforma dello sport, il Ministro ha spiegato come sia il frutto di un lavoro congiunto e di ascolto di tutti gli attori del settore, che siano le regioni, gli enti sportivi (Coni, Federazioni, Discipline e Enti di promozione), il mondo politico ecc.

Il primo aspetto della riforma è nella governance dello sport, che viene ridistribuita tra governo nazionale (per l’indirizzo delle politiche sportive e stanziamento fondi), CONI (per l’alto agonismo e olimpiadi), le Federazioni e Discipline associate (con maggiore autonomia), Sport e salute SpA (per tutto l’aspetto legato al benessere, promozione dello sport di base ecc). Verrà inserito un limite di tre mandati per le cariche dirigenziali di FSN, DSA, EPS, stimolando quindi un rinnovo della classe dirigente.

Un punto molto importante del nuovo testo unico per lo sport sarà sui lavoratori sportivi, a cui andranno estese tutte le tutele e obblighi di ogni altro lavoratore, che si tratti di previdenza, assicurazioni e quant’altro, tenendo conto delle peculiarità e dello stato attuale dello sport, con l’impegno di non creare eccessivi aggravi di spesa nei confronti di ASD, SSD e tutti gli altri organismi sportivi. Su questo sembra che il Ministero dell’Economia stia fornendo massima collaborazione.

Sarà prevista la figura dell’insegnante di educazione fisica già alle scuole primarie, reclutando i laureati in scienze motorie e sarà disciplinata la figura dell’agente sportivo ed anche la figura dell’atleta animale (cavalli, cani ecc).

Il professionismo sarà da considerare “unisex” (ndr), ovvero non dovranno esserci più differenze tra settori maschili e femminili.

Il Registro CONI potrebbe essere trasformato, entrando nel controllo governativo e/o di sport e salute, stabilendo poi che la componente commerciale svolta da ASD e SSD debba essere secondaria rispetto alla pratica dello sport. Fine dei ristoranti e bar camuffati!

Verrà normata la possibilità di unadistribuzione parziale degli utili, che oggi è totalmente vietata, e verrà abolito il vincolo sportivo che è quel rapporto giuridico che lega un giocatore ad un club trovandosi obbligato a svolgere la propria attività agonistica esclusivamente con la società con cui si tessera e non potendo “svincolarsi” senza un accordo.

Posted by: In: Comunicati, News 24 Lug 2020 0 comments

Pubblicato sul sito dell’ufficio dello sport l’elenco dei soggetti, con l’identificativo del numero seriale, che possono effettuare erogazioni liberali per interventi volti alla manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici o per realizzare nuove strutture sportive pubbliche, lo Sport Bonus.

“Le imprese, gli enti non commerciali e le persone fisiche devono effettuare le erogazioni liberali entro il 31 luglio 2020 tramite bonifico bancario, bollettino postale, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

Entro il 11 agosto 2020 gli enti beneficiari delle erogazioni liberali, devono dare comunicazione all’Ufficio per lo sport dell’avvenuto versamento in denaro, compilando l’apposito modulo ed inviandolo a mezzo posta elettronica certificata, a: ufficiosport@pec.governo.it. ” 

Elenco dei soggetti ammessi identificati con numero seriale: http://www.sport.governo.it/media/2208/1a-2020-decreto-autorizza-enti-a-bonifico.pdf

 

Posted by: In: Comunicati, News 20 Lug 2020 0 comments

Nuova Direttiva l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale”.

La presente Direttiva annulla e sostituisce la precedente, deliberata dalla Giunta Nazionale il 19/05/2020 con proprio provvedimento n.62, al fine di non incorrere in potenziali impedimenti che potrebbero essere istituiti dalla Autorità di Governo in conseguenza di possibile recrudescenza del Coronavirus Covid-19 nel periodo autunnale del corrente anno.
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ASSEMBLEE REGIONALI
Le Assemblee Regionali per il rinnovo del Consiglio Regionale e l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale” dovranno essere celebrate in un unico giorno individuato nel 10 agosto 2020, (Election day) e dovranno essere convocate di conseguenza, nel rispetto dell’Art.40 punto 6) dello Statuto, il giorno 21 luglio 2020 (almeno 20 giorni prima della celebrazione dell’Assemblea) In assenza della convocazione, entro il termine sopra indicato, e della successiva celebrazione dell’Assemblea, sarà nominato un Commissario ad acta per l’elezione dei “Delegati all’Assemblea Nazionale”.Convocazione assemblea elettiva regionale del Veneto 10-08-2020

Posted by: In: Comunicati, News 01 Nov 2016 0 comments

RINVIATO A GENNAIO 2017 L’OBBLIGO DEI DEFIBRILLATORI: L’obbligo dei slitta al 1° Gennaio 2017. Col Decreto Legge del 16 ottobre 2016, n°189 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.244 del 18 ottobre 2016 – “agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016”) si è disposto lo spostamento al 1° gennaio 2017 – applicato in tutta Italia per ragioni di omogeneità – dell’attuazione del cosiddetto “Decreto Balduzzi”, inerente l’obbligo di dotazione e utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.defibrillatore

Posted by: In: Comunicati, News 01 Nov 2016 0 comments

DA www.besport.org SPORT &MEDICINA  – www.dottnet.it    Redazione DottNet | 11/10/2016 18:55

Certificati sportivi, rigettati quelli difformi dalla normativacertificato-fac-simile

Il caso è scoppiato a Cinisello Balsamo: nell’ottica di risprmiare molti documenti vengono firmati da medici non specializzati. Ecco tutte le norme

Sta per scoppiare un’altra grana nel mondo dei certificati sportivi. Il problema è nato a Cinisello Balsamo ma, visto appunto il precedente, la novità potrebbe estendersi anche al resto del Paese.

Il nodo sta nei controlli che diverse associazioni sportive stanno eseguendo sui certificati che le famiglie consegnano per iscrivere i loro figli alle  attività non agonistiche.  I documenti, diverse migliaia, sono rilasciati sì dagli studi medici ma in molti casi sono difformi rispetto alla normativa vigente che prevede regole rigide e inderogabili.

Ovvero, che i certificati siano firmati dal medico di base (o pediatra di base), dai medici specialisti in medicina dello Sport e dai medici della Federazione medico-sportiva del Coni. Per cui ogni altro certificato medico redatto da uno specialista che non appartenga a queste tre categorie è difforme dalla norma e potrebbe quindi risultare non valido. Inoltre per il rilascio del certificato ogni professionista deve allegare un elettrocardiogramma refertato.
In mancanza di queste caratteristiche, in caso di incidente durante l’attività sportiva, sia il medico sia i dirigenti delle associazioni sportive potrebbero incorrere in rivendicazioni di tipo civile e penale. E così molti iscritti alle attività sportive nei prossimi giorni potrebbero ricevere dalle associazioni la richiesta di sostituire il documento. Ma a tutto ciò va aggiunto anche il danno economico, visto che per il rilascio del documento si spendono tra i 25 e i 40 euro e non è scontato che siano restituiti da chi lo ha rilasciato. Il clima di malcontento ha favorito anche la nascita di conflitti all’interno delle associazioni sportive che hanno stretto convenzioni con alcuni studi medici.

Del resto il tema rappresenta un business cruciale anche per i centri di medicina dello sport che nella sola area a  Nord Milano si spartiscono un fatturato di circa 2 milioni di euro l’anno.

Giova quindi ricordare quali sono le regole e l’attuale normativa:

La certificazione medica in ambito sportivo negli ultimi anni ha subito significative modifiche soprattutto in conseguenza dell’emissione del Decreto Legge n. 158del 13 settembre 2012 (c.d. Decreto Balduzzi), convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189, nonché del successivo Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
In ragione di ciò ad oggi i certificati medici sportivi si possono classificare nel modo seguente:
1) certificato medico agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982;
2) certificato medico non agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013; dall’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98); dall’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125); dal Decreto del Ministro della Salute dell’8 agosto 2014 (Linee-Guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica); dalla Nota esplicativa del 17 giugno 2015; dalla Nota integrativa del 28 ottobre 2015;
3) certificato medico per l’esercizio di attività ludico – motoria ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013 e dall’art. 42 bis delDecreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98);
4) certificato medico per l’esercizio di attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013;
5) certificato medico agonistico per disabili ⇒ disciplinato dal decreto del Ministro della Sanità del 4 marzo 1993.
*****
1) IL CERTIFICATO AGONISTICO
La disciplina della certificazione medica per l’esercizio di attività sportiva agonistica è contenuta nel Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982.
Il predetto decreto demanda alle federazioni sportive nazionali ed agli enti sportivi riconosciuti dal CONI (discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva) il compito di qualificare come agonistiche le singole e specifiche attività sportive. Pertanto sono obbligati a richiedere il certificato medico agonistico tutti coloro che, in quanto tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate ed agli enti di promozione sportiva, praticano un’attività sportiva che i suddetti enti qualificano come agonistica. Sono inoltre obbligati a richiedere tale certificato gli studenti che partecipano alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù.
Il certificato medico agonistico può essere rilasciato unicamente dai medici specializzati in medicina dello sport.
La visita medica, finalizzata ad ottenere la certificazione, si svolge secondo un protocollo nazionale definito dal citato decreto e che varia a seconda delle diverse discipline sportive. La periodicità della visita di controllo solitamente è annuale, salvo alcuni sport per i quali è biennale (ad esempio golf, tiro con l’arco).
Ai soggetti ritenuti idonei viene rilasciato il certificato di idoneità, il quale deve essere conservato presso la società sportiva, cui il soggetto stesso appartiene e costituisce condizione indispensabile per la partecipazione ad attività sportive agonistiche.
In caso di inidoneità il medico che ha effettuato la visita deve, entro 5 giorni, darne comunicazione all’atleta, al sistema pubblico di riferimento, nonché alla società sportiva di appartenenza dell’atleta, però a quest’ultima viene comunicato il solito esito negativo senza la diagnosi. L’atleta può proporre, entro 3 giorni, ricorso dinanzi alla Commissione Regionale di Appello.
Le visite di idoneità alla pratica sportiva sono gratuite per i minori e per i disabili.
In ultimo occorre precisare che i soggetti che praticano sport professionistico, secondo le regole stabilite dalla Legge n. 91/1981, devono sottoporsi, oltre alla visita di idoneità per l’esercizio di attività sportiva agonistica, anche ad ulteriori accertamenti indicati dalla suddetta legge. Gli atleti professionisti sono costantemente seguiti dal medico sociale, che è responsabile del loro stato di salute.
2) IL CERTIFICATO NON AGONISTICO
La certificazione medica per la pratica dell’attività sportiva non agonistica era regolata dal Decreto del Ministero della Sanità del 28 febbraio 1983, oggi abrogato dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Il contenuto del suddetto Decreto è poi stato integrato dalle Linee-Guida, emanate dal Ministro della Salute con Decreto dell’8 agosto 2014, nonché dalle successive circolari ministeriali (Nota Esplicativa del 17 giugno 2015 e nota integrativa del 28 ottobre 2015).
Il Decreto ministeriale del 24 aprile 2013 e le linee guida del Ministro della Salute hanno definito attività sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti (i quali hanno quindi l’obbligo di sottoporsi a visita medica):
a) gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche;
b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Inoltre occorre aggiungere che la Circolare ministeriale del 17 giugno 2015, con riferimento alla definizione di attività sportiva non agonistica di cui al precedente punto b),  ha chiarito che:
1) per “coloro” si intendono le persone fisiche tesserate;
2) la definizione riguarda esclusivamente i tesserati in Italia (la stessa non è pertanto rivolta agli atleti stranieri non tesserati in Italia, anche quando questi ultimi partecipano ad attività non agonistiche che si svolgono in Italia).
Il CONI a provveduto ad impartire idonee indicazioni alle federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dallo stesso CONI, affinché distinguano, nell’ambito di tali attività:

Innanzitutto vengono divisi i tesserati in tre categorie:

a)Tesserati che svolgono attività sportive regolamentate. 
In questo caso il certificato medico di idoneità non agonistico è obbligatorio e rientrano in questa categoria tutte le persone fisiche tesserate in Italia, non agoniste, che svolgono attività organizzate dal Coni, da società o associazioni sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali ad eccezioni di alcuni casi previsti dal punto b.

b) Tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico. I tesserati delle seguenti categorie non sono obbligati alla certificazione sanitaria, anche se è raccomandato un controllo medico. Ma ecco l’elenco delle discipline:
– Sport di Tiro (tiro a segno, tiro a volo, tiro con l’arco, tiro dinamico sportivo)
– Biliardo sportivo
– Bocce (ad eccezione della specialità volo di tiro veloce
– Bowling
– Bridge
– Dama
– Giochi e sport tradizionali (discipline regolamentare dalla Figest)
– Golf
– Pesca sportiva di superficie (ad eccezione della pesca d’altura)
– Scacchi
– Curling
Inoltre sono compresi nella categoria esonerata dall’obbligo del certificato medico anche le attività facenti capo a federazioni sportive nazionali il cui impegno fisico è minimo (aeromodellismo, imbarcazioni radiocomandate, attività sportiva cinotecnica).

c) Tesserati che nono svolgono alcuna attività sportiva (non praticanti).
Anche questa categoria non è sottoposta all’obbligo di certificato medico. In questo caso all’atto del tesseramento dovrà essere indicato che il soggetto è dichiarato “non praticante”.
L’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125), modificando il II comma dell’art. 42 bis del Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013, ha stabilito che i certificati medici per l’attività sportiva non agonistica, di cui all’articolo 3 del Decreto del Ministro della salute del 24 aprile 2013, possono essere rilasciati soltanto:
dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti;
dal medico specialista in medicina dello sport;
dai medici della Federazione Medico Sportiva del Comitato Olimpico Nazionale.
Il protocollo di visita cui il soggetto obbligato deve sottoporsi, al fine di ottenere la certificazione, è definito dalle Linee-guida del Ministero della salute dell’8 agosto 2014, le quali prevedono:
a) l’anamnesi e l’esame obiettivo,  completo  di  misurazione della pressione arteriosa;
b) un elettrocardiogramma a  riposo,  debitamente  refertato, effettuato almeno una volta nella vita;
c) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che hanno superato i 60 anni di età e che associano altri fattori di rischio cardiovascolare;
d) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate, comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.
Il medico certificatore, tenuto conto delle evidenze cliniche e/o diagnostiche rilevate, si può avvalere anche di una prova da sforzo massimale e di altri accertamenti mirati agli specifici problemi di salute. Nei casi dubbi il medico certificatore si avvale della consulenza del medico specialista in medicina dello sport o, secondo il giudizio clinico, dello specialista di branca.
Il modello del certificato è predefinito ed ha validità annuale, con decorrenza dalla data di rilascio.
3) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ LUDICO MOTORIA
Per l’esercizio di attività ludico motoria non è obbligatoria la certificazione medica, in quanto l’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98) ha soppresso l’obbligo di certificazione precedentemente introdotto dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013. Pertanto la certificazione medica per l’esercizio di tale attività è facoltativa, anche se è spesso richiesta da società o associazioni sportive a fini assicurativi.
Al fine di comprendere cosa si intende per attività ludico motoria occorre fare riferimento alla definizione prevista dall’art. 2 del Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013, secondo cui essa è rappresentata dall’attività praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o collettiva, non occasionale, finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da organismi sportivi, ivi compresa l’attività che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi.
La certificazione può essere rilasciata, mediante apposito modello predefinito, da qualsiasi medico iscritto all’ordine dei medici.
4) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ SPORTIVE DI PARTICOLARE ED ELEVATO IMPEGNO CARDIOVASCOLARE
La certificazione per l’attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Necessitano di questo certificato i partecipanti a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio, patrocinate da Federazioni sportive, Discipline Sportive Associate ed Enti di promozione Sportiva che non sono tesserati ai suddetti organismi e prendono parte a manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, gran fondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe.
In questi casi, il controllo medico deve necessariamente comprendere, oltre alla rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca e altri eventuali accertamenti ritenuti utili e opportuni a giudizio del medico.
I certificati possono essere rilasciati dai medici specialisti in medicina dello sport, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, limitatamente ai loro assistiti, su apposito modello predefinito. La documentazione deve essere conservata per almeno un anno.

Un “quasi Halloween ”  nella notte di domenica 30 ottobre, aspettando la classica corsa di Natale. FROZEN TIME RUN, Corsa notturna in occasione del cambio dell’ora legale..partenza ore 02,00 del 30 ottobre , arrivo ore 02,00 del 30 ottobre Ritrovo ore 01,30 presso palasport di Noale . Possibilità di spogliatoi e ristoro finale ,..Quota di partecipazione € 3,00… Saranno estratti a sorte dei premi offerti dagli sponsor…Attenfrozen-time-runzione , non è una gara ma un’allenamento di gruppo .. Preadesione obbligatorie : asd.noale.eventi@gmail.com