Ente Nazionale di Promozione Sportiva, Culturale e Sociale
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KARATE INTERNAZIONALE: IL CNS LIBERTAS ANCORA PROTAGONISTA. La partecipazione agli OPEN di CROAZIA, e’ orma

gli atleti della rappresentativa Libertas


Oltre 1800 i partecipanti che si sono dati battaglia sugli otto tatami messi a disposizione dalla federazione Croata.
La rappresentativa Libertas composta da 17 atleti e 4 accompagnatori, ha sfiorato il podio nella specialita’ del kumite, con 3 quinti posti con Vladimir Barbuzza U21 60Kg., Davide Gasparetto junior 74 Kg., e Martina Gai senior 55 Kg. fermata ad un passo dal podio da un infortunio muscolare.
Bene anche Matilde Capitanio che negli. U14. 50 Kg si e’ classificata settima.
Una gara lunga distribuita su tre giorni, che ha messo a dura prova atleti e tecnici, ma che ha contribuito ad accrescere esperienza a questo gruppo di giovani atleti che in ogni occasione da prova di serietà e spirito di appartenenza al gruppo. DIPARTIMENTO NAZIONALE KARATE LIBERTAS

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IDRATAZIONE NELLO SPORTIVO. Dott. Roberto Malgarotto

Negli sportivi oltre all’allenamento riveste una grande importanza l’aspetto nutrizionale soprattutto in relazione alla tipologia di attività svolta. Oltre all’apporto di nutrienti nella dieta, anche l’idratazione è di massima importanza, eppure la maggior parte degli atleti non si idrata adeguatamente ma attende di avvertire lo stimolo della sete prima di reidratarsi. Una corretta idratazione assicura un recupero ottimale e più veloce oltre ad influire positivamente sulla prestazione ed attenuare l’affaticamento (Vadopalas, 2019). Una corretta idratazione dopo esercizio fisico dipende infatti da vari fattori quali tipologia di prestazione, durata, condizioni ambientali oltre alle caratteristiche del soggetto ( Maughan, 1992).

Nel corpo umano il contenuto di acqua varia in funzione dell’età, del sesso e della composizione corporea infatti mediamente in età adulta si va da un 57% in un uomo di 70 Kg al 52% di una donna di 60, al 38% di un soggetto obeso di 110 Kg infatti i grassi contengo poca acqua rispetto ad oltre il 70% della massa magra  (Keith Fisher 2019). La regolazione dell’acqua nel corpo umano è in continuo equilibrio tra apporto e cessione (si definisce euidratazione), normalmente in 24h si sostituiscono 2-2,4 litri di acqua, importante è ricordare che le entrate e le uscite devono essere uguali  e che l’acqua eliminata può salire di molto in relazione alla temperatura esterna (da 2400ml a 20°C a 3400 a 30 °C). L’uscita dell’acqua dall’organismo avviene attraverso urina, feci, respirazione e sudorazione, quest’ultima soprattutto durante attività fisica, può essere incrementata anche da abbigliamento eccessivo o non adeguato, da esagerata intensità e durata dell’esercizio fisico oltre dalla mancata assunzione di liquidi durante l’attività stessa, gli sportivi quindi vanno incontro a maggiori rischi di disidratazione soprattutto in attività di endurance prolungate nel tempo come la maratona o il triathlon (Asker, 2011). La disidratazione nell’atleta si presenta in prima istanza nella fatica muscolare, poi altri sintomi possono essere: sete, tachicardia, crampi muscolari, difficoltà di concentrazione, vertigini (Lewis, 2017).

Durante una performance sportiva, la soglia massima di perdita di liquidi è definita nel 2% della massa corporea iniziale dell’atleta; ciò significa che in un atleta di 70 Kg una perdita superiore a 1,4 Kg comporta variazioni fisiologiche come: aumento della temperatura centrale; aumento della frequenza cardiaca a causa di un ridotto volume ematico circolante; un aumento del consumo di glicogeno  e una alterazione delle funzioni nervose (Sawka et al. 2007). Diversi autori inoltre hanno evidenziato una diminuzione della capacità aerobica come una riduzione del tempo di esaurimento in esercizi ad intensità costante, risulta quindi fondamentale un buon bilancio idrico nello sportivo prima, durante e dopo esercizio fisico.

Ogni sportivo si chiede quanto sia la quantità di liquidi da assumere e quando, innanzi tutto dobbiamo considerare  la soglia di assorbimento intestinale che è di 600 ml/ora e che, per ovvi motivi, inutilmente va superata. Tornando all’evidenza, studi scientifici, indicano che fino a 4 ore prima della performance gli atleti dovrebbero bere da 5 a 7 ml di acqua per Kg di peso, ovvero un atleta di 70 Kg dovrebbe assumere ca 420 ml di fluidi (Arnaoutis et al. 2015). Durante la performance, i tassi di sudorazione vanno da 0,3 a 2,4 lt ogni ora, in dipendenza da vari fattori quali: livello di fitness aerobico, vestiario, condizioni ambientali, età, sesso ed altri.

Il protocollo per la stima della sudorazione in una performance sportiva è quello che valuta la variazione di peso prima e dopo l’esercizio, considerando con approssimazione 1lt di acqua=1 kg di massa corporea. Volendo fare un esempio per essere più chiari, definiamo un atleta di 70 kg durante una corsa di 1 h a velocità costante (considerando un ambiente a 30°C, 40% di umidità e 2m/s di vento). Il soggetto, dopo minzione, sale nella bilancia e misura 70,2 kg, successivamente corre a 12 km/h per 1h consumando 0.5 lt di acqua. Dopo attività, l’atleta spogliato, pesa 69,1 kg con una perdita di 1,1 kg anche se avendo bevuto 0.5 lt di acqua ha incrementando la perdita come segue 1.1+0.5=1.6 kg. Riassumendo il tasso di sudorazione con una corsa di 12 km/h, 30°C e 40% RH, 2m/s di vento, può essere valutato in 1.6 L/h. Se il nostro atleta quindi compie una corsa di 2 ore, avrebbe consumato il 4,6% di liquidi in due ore, si potrebbe quindi dopo alcuni semplici calcoli consigliare una assunzione di 1.8 lt di acqua ovvero 0.2 lt ogni 15 min. di corsa.          Le linee guida American College of Sports Medicine (USA) consigliano proprio un consumo di liquidi che varia da 0.2 a 0.25 L ogni 15-20 min. di esercizio, o da 0.4 a 0.8 L ogni ora di corsa (Sawka ACSM, 2007), questo a conferma delle precedenti considerazioni. Per quanto riguarda nel periodo dopo esercizio fisico, le linee guida consigliano di consumare una quantità di fluidi pari a 0.9-1.3 L per ogni kg di peso corporeo perso, il prima possibile in modo da ripristinare l’omeostasi elettrolitica dell’organismo.

Oltre agli autori che sostengono un consumo di liquidi durante l’attività motoria vincolato da protocollo, vi sono autori che propongono il consumo “ad libitum” ovvero a piacere (Cheung et al. 2015), lasciando quindi all’atleta la scelta di idratarsi a discrezione, per spiegare meglio, questo studio non evidenziava differenze significative in termini di potenza e tempo di svolgimento della prestazione, tra atleti idratati con protocollo e atleti idratati “ad libitum”.

Ogni studio lascia quindi spazio a dibattiti su quale sia la migliore strategia di idratazione, il consiglio per gli sportivi è comunque di avere possibilità di idratarsi qualora ve ne sia bisogno, sapendo che :

più lungo e duraturo è l’esercizio fisico, e più è importante bere adeguatamente;

è estremamente facile per un atleta disidratarsi con relativo calo del rendimento;

non bisogna aspettare lo stimolo della sete, ma bisogna idratarsi secondo strategia con una corretta idratazione prima, durante e dopo performance,  conoscendo il proprio tasso di sudorazione in modo da pianificare al meglio un’idratazione costante per un corretto svolgimento della prestazione ed un successivo buon recupero fisiologico.

Roberto Magarotto

 

Roberto Magarotto : Biologo Nutrizionista oltre a dottore in Scienze Motorie, autore di varie pubblicazioni in ambito Nutrizionale e Biomedico, da anni collabora alla stesura di piani nutrizionali anche in relazione all’attività motoria, Docente Formatore Libertas, Presidente Movimento per lo Sport, membro AINUT ( associazione italiana nutrizionisti).

 

– Arnaoutis, G., Kavouras, S.A., Angelopoulou, A., Skoulariki, C., Bismpikou, S., Mourtakos, S., and Sidossis, L.S. “Fluid Balance During Training in Elite Young Athletes of Different Sports”. J Strength Cond Res. 2015.

– Asker Jeukendrup, “Nutrition for endurance sports: marathon, triathlon, and road cycling, Journal of Sports Sciences” 2011.

– Cheung, S.S., McGarr, G.W., Mallette, M.M., Wallace, P.J., Watson, C.L., Kim, I.M., and Greenway, M.J.  “Separate and combined effects of dehydration and thirst sensation on exercise performance in the heat.” Scand J Med Sci Sport. 2015.

–  James L. Lewis, “Dehydration” Brookwood Baptist Health and Saint Vincent’s Ascension Health, Birmingham. 2017.

–  J. Keith Fisher “What Is the Average (and Ideal) Percentage of Water in Your Body?” Healthline. 2019.

– Maughan RJ. “Fluid balance and exercise” Int. Journal of Sport Med. 1992.

– Sawka, M.N., and Noakes, T.D. “Does dehydration impair exercise performance? “                                                    Med Sci. Sport. Exerc. 2007.

– Sawka, M.N., Burke, L.M., Eichner, E.R., Maughan, R.J., Montain, S.J., and Stachenfeld, N.S.”American College of Sports Medicine position stand. Exercise and fluid replacement.”  Med Sci Sport. Exerc. 2007.

– Vadopalas K, Ratkevičius A, Skurvydas A, Sipavičienė S, Brazaitis M. “Pre-Exercise Rehydration Attenuates  Central Fatigability during 2-Min Maximum Voluntary Contraction in Hyperthermia.” Department of Applied Biology and Rehabilitation, Lithuanian Sports University.  Marzo 2019.

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RINVIATO A GENNAIO 2017 L’OBBLIGO DEI DEFIBRILLATORI: L’obbligo dei slitta al 1° Gennaio 2017. Col Decreto Legge del 16 ottobre 2016, n°189 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n.244 del 18 ottobre 2016 – “agli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016”) si è disposto lo spostamento al 1° gennaio 2017 – applicato in tutta Italia per ragioni di omogeneità – dell’attuazione del cosiddetto “Decreto Balduzzi”, inerente l’obbligo di dotazione e utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.defibrillatore

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DA www.besport.org SPORT &MEDICINA  – www.dottnet.it    Redazione DottNet | 11/10/2016 18:55

Certificati sportivi, rigettati quelli difformi dalla normativacertificato-fac-simile

Il caso è scoppiato a Cinisello Balsamo: nell’ottica di risprmiare molti documenti vengono firmati da medici non specializzati. Ecco tutte le norme

Sta per scoppiare un’altra grana nel mondo dei certificati sportivi. Il problema è nato a Cinisello Balsamo ma, visto appunto il precedente, la novità potrebbe estendersi anche al resto del Paese.

Il nodo sta nei controlli che diverse associazioni sportive stanno eseguendo sui certificati che le famiglie consegnano per iscrivere i loro figli alle  attività non agonistiche.  I documenti, diverse migliaia, sono rilasciati sì dagli studi medici ma in molti casi sono difformi rispetto alla normativa vigente che prevede regole rigide e inderogabili.

Ovvero, che i certificati siano firmati dal medico di base (o pediatra di base), dai medici specialisti in medicina dello Sport e dai medici della Federazione medico-sportiva del Coni. Per cui ogni altro certificato medico redatto da uno specialista che non appartenga a queste tre categorie è difforme dalla norma e potrebbe quindi risultare non valido. Inoltre per il rilascio del certificato ogni professionista deve allegare un elettrocardiogramma refertato.
In mancanza di queste caratteristiche, in caso di incidente durante l’attività sportiva, sia il medico sia i dirigenti delle associazioni sportive potrebbero incorrere in rivendicazioni di tipo civile e penale. E così molti iscritti alle attività sportive nei prossimi giorni potrebbero ricevere dalle associazioni la richiesta di sostituire il documento. Ma a tutto ciò va aggiunto anche il danno economico, visto che per il rilascio del documento si spendono tra i 25 e i 40 euro e non è scontato che siano restituiti da chi lo ha rilasciato. Il clima di malcontento ha favorito anche la nascita di conflitti all’interno delle associazioni sportive che hanno stretto convenzioni con alcuni studi medici.

Del resto il tema rappresenta un business cruciale anche per i centri di medicina dello sport che nella sola area a  Nord Milano si spartiscono un fatturato di circa 2 milioni di euro l’anno.

Giova quindi ricordare quali sono le regole e l’attuale normativa:

La certificazione medica in ambito sportivo negli ultimi anni ha subito significative modifiche soprattutto in conseguenza dell’emissione del Decreto Legge n. 158del 13 settembre 2012 (c.d. Decreto Balduzzi), convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189, nonché del successivo Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
In ragione di ciò ad oggi i certificati medici sportivi si possono classificare nel modo seguente:
1) certificato medico agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982;
2) certificato medico non agonistico ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013; dall’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98); dall’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125); dal Decreto del Ministro della Salute dell’8 agosto 2014 (Linee-Guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica); dalla Nota esplicativa del 17 giugno 2015; dalla Nota integrativa del 28 ottobre 2015;
3) certificato medico per l’esercizio di attività ludico – motoria ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013 e dall’art. 42 bis delDecreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98);
4) certificato medico per l’esercizio di attività di particolare ed elevato impegno cardiovascolare ⇒ disciplinato dal Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013;
5) certificato medico agonistico per disabili ⇒ disciplinato dal decreto del Ministro della Sanità del 4 marzo 1993.
*****
1) IL CERTIFICATO AGONISTICO
La disciplina della certificazione medica per l’esercizio di attività sportiva agonistica è contenuta nel Decreto Ministeriale del 18 febbraio 1982.
Il predetto decreto demanda alle federazioni sportive nazionali ed agli enti sportivi riconosciuti dal CONI (discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva) il compito di qualificare come agonistiche le singole e specifiche attività sportive. Pertanto sono obbligati a richiedere il certificato medico agonistico tutti coloro che, in quanto tesserati alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate ed agli enti di promozione sportiva, praticano un’attività sportiva che i suddetti enti qualificano come agonistica. Sono inoltre obbligati a richiedere tale certificato gli studenti che partecipano alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù.
Il certificato medico agonistico può essere rilasciato unicamente dai medici specializzati in medicina dello sport.
La visita medica, finalizzata ad ottenere la certificazione, si svolge secondo un protocollo nazionale definito dal citato decreto e che varia a seconda delle diverse discipline sportive. La periodicità della visita di controllo solitamente è annuale, salvo alcuni sport per i quali è biennale (ad esempio golf, tiro con l’arco).
Ai soggetti ritenuti idonei viene rilasciato il certificato di idoneità, il quale deve essere conservato presso la società sportiva, cui il soggetto stesso appartiene e costituisce condizione indispensabile per la partecipazione ad attività sportive agonistiche.
In caso di inidoneità il medico che ha effettuato la visita deve, entro 5 giorni, darne comunicazione all’atleta, al sistema pubblico di riferimento, nonché alla società sportiva di appartenenza dell’atleta, però a quest’ultima viene comunicato il solito esito negativo senza la diagnosi. L’atleta può proporre, entro 3 giorni, ricorso dinanzi alla Commissione Regionale di Appello.
Le visite di idoneità alla pratica sportiva sono gratuite per i minori e per i disabili.
In ultimo occorre precisare che i soggetti che praticano sport professionistico, secondo le regole stabilite dalla Legge n. 91/1981, devono sottoporsi, oltre alla visita di idoneità per l’esercizio di attività sportiva agonistica, anche ad ulteriori accertamenti indicati dalla suddetta legge. Gli atleti professionisti sono costantemente seguiti dal medico sociale, che è responsabile del loro stato di salute.
2) IL CERTIFICATO NON AGONISTICO
La certificazione medica per la pratica dell’attività sportiva non agonistica era regolata dal Decreto del Ministero della Sanità del 28 febbraio 1983, oggi abrogato dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Il contenuto del suddetto Decreto è poi stato integrato dalle Linee-Guida, emanate dal Ministro della Salute con Decreto dell’8 agosto 2014, nonché dalle successive circolari ministeriali (Nota Esplicativa del 17 giugno 2015 e nota integrativa del 28 ottobre 2015).
Il Decreto ministeriale del 24 aprile 2013 e le linee guida del Ministro della Salute hanno definito attività sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti (i quali hanno quindi l’obbligo di sottoporsi a visita medica):
a) gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dagli organi scolastici nell’ambito delle attività parascolastiche;
b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982;
c) coloro che partecipano ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.
Inoltre occorre aggiungere che la Circolare ministeriale del 17 giugno 2015, con riferimento alla definizione di attività sportiva non agonistica di cui al precedente punto b),  ha chiarito che:
1) per “coloro” si intendono le persone fisiche tesserate;
2) la definizione riguarda esclusivamente i tesserati in Italia (la stessa non è pertanto rivolta agli atleti stranieri non tesserati in Italia, anche quando questi ultimi partecipano ad attività non agonistiche che si svolgono in Italia).
Il CONI a provveduto ad impartire idonee indicazioni alle federazioni sportive nazionali, alle Discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dallo stesso CONI, affinché distinguano, nell’ambito di tali attività:

Innanzitutto vengono divisi i tesserati in tre categorie:

a)Tesserati che svolgono attività sportive regolamentate. 
In questo caso il certificato medico di idoneità non agonistico è obbligatorio e rientrano in questa categoria tutte le persone fisiche tesserate in Italia, non agoniste, che svolgono attività organizzate dal Coni, da società o associazioni sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali ad eccezioni di alcuni casi previsti dal punto b.

b) Tesserati che svolgono attività sportive che non comportano impegno fisico. I tesserati delle seguenti categorie non sono obbligati alla certificazione sanitaria, anche se è raccomandato un controllo medico. Ma ecco l’elenco delle discipline:
– Sport di Tiro (tiro a segno, tiro a volo, tiro con l’arco, tiro dinamico sportivo)
– Biliardo sportivo
– Bocce (ad eccezione della specialità volo di tiro veloce
– Bowling
– Bridge
– Dama
– Giochi e sport tradizionali (discipline regolamentare dalla Figest)
– Golf
– Pesca sportiva di superficie (ad eccezione della pesca d’altura)
– Scacchi
– Curling
Inoltre sono compresi nella categoria esonerata dall’obbligo del certificato medico anche le attività facenti capo a federazioni sportive nazionali il cui impegno fisico è minimo (aeromodellismo, imbarcazioni radiocomandate, attività sportiva cinotecnica).

c) Tesserati che nono svolgono alcuna attività sportiva (non praticanti).
Anche questa categoria non è sottoposta all’obbligo di certificato medico. In questo caso all’atto del tesseramento dovrà essere indicato che il soggetto è dichiarato “non praticante”.
L’art. 4, comma 10 septies, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (convertito, con modificazioni, dalla Legge del 30 ottobre 2013, n. 125), modificando il II comma dell’art. 42 bis del Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013, ha stabilito che i certificati medici per l’attività sportiva non agonistica, di cui all’articolo 3 del Decreto del Ministro della salute del 24 aprile 2013, possono essere rilasciati soltanto:
dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti;
dal medico specialista in medicina dello sport;
dai medici della Federazione Medico Sportiva del Comitato Olimpico Nazionale.
Il protocollo di visita cui il soggetto obbligato deve sottoporsi, al fine di ottenere la certificazione, è definito dalle Linee-guida del Ministero della salute dell’8 agosto 2014, le quali prevedono:
a) l’anamnesi e l’esame obiettivo,  completo  di  misurazione della pressione arteriosa;
b) un elettrocardiogramma a  riposo,  debitamente  refertato, effettuato almeno una volta nella vita;
c) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che hanno superato i 60 anni di età e che associano altri fattori di rischio cardiovascolare;
d) un elettrocardiogramma basale, debitamente refertato, con periodicità annuale per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate, comportanti un aumentato rischio cardiovascolare.
Il medico certificatore, tenuto conto delle evidenze cliniche e/o diagnostiche rilevate, si può avvalere anche di una prova da sforzo massimale e di altri accertamenti mirati agli specifici problemi di salute. Nei casi dubbi il medico certificatore si avvale della consulenza del medico specialista in medicina dello sport o, secondo il giudizio clinico, dello specialista di branca.
Il modello del certificato è predefinito ed ha validità annuale, con decorrenza dalla data di rilascio.
3) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ LUDICO MOTORIA
Per l’esercizio di attività ludico motoria non è obbligatoria la certificazione medica, in quanto l’art. 42 bis del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69 (convertito in Legge 9 agosto 2013, n. 98) ha soppresso l’obbligo di certificazione precedentemente introdotto dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013. Pertanto la certificazione medica per l’esercizio di tale attività è facoltativa, anche se è spesso richiesta da società o associazioni sportive a fini assicurativi.
Al fine di comprendere cosa si intende per attività ludico motoria occorre fare riferimento alla definizione prevista dall’art. 2 del Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013, secondo cui essa è rappresentata dall’attività praticata da soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, individuale o collettiva, non occasionale, finalizzata al raggiungimento e mantenimento del benessere psico-fisico della persona, non regolamentata da organismi sportivi, ivi compresa l’attività che il soggetto svolge in proprio, al di fuori di rapporti con organizzazioni o soggetti terzi.
La certificazione può essere rilasciata, mediante apposito modello predefinito, da qualsiasi medico iscritto all’ordine dei medici.
4) IL CERTIFICATO PER ATTIVITA’ SPORTIVE DI PARTICOLARE ED ELEVATO IMPEGNO CARDIOVASCOLARE
La certificazione per l’attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Necessitano di questo certificato i partecipanti a manifestazioni non agonistiche o di tipo ludico-motorio, patrocinate da Federazioni sportive, Discipline Sportive Associate ed Enti di promozione Sportiva che non sono tesserati ai suddetti organismi e prendono parte a manifestazioni podistiche di lunghezza superiore ai 20 Km, gran fondo di ciclismo, di nuoto, di sci di fondo o altre tipologie analoghe.
In questi casi, il controllo medico deve necessariamente comprendere, oltre alla rilevazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test o un test ergometrico con monitoraggio dell’attività cardiaca e altri eventuali accertamenti ritenuti utili e opportuni a giudizio del medico.
I certificati possono essere rilasciati dai medici specialisti in medicina dello sport, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, limitatamente ai loro assistiti, su apposito modello predefinito. La documentazione deve essere conservata per almeno un anno.

Un “quasi Halloween ”  nella notte di domenica 30 ottobre, aspettando la classica corsa di Natale. FROZEN TIME RUN, Corsa notturna in occasione del cambio dell’ora legale..partenza ore 02,00 del 30 ottobre , arrivo ore 02,00 del 30 ottobre Ritrovo ore 01,30 presso palasport di Noale . Possibilità di spogliatoi e ristoro finale ,..Quota di partecipazione € 3,00… Saranno estratti a sorte dei premi offerti dagli sponsor…Attenfrozen-time-runzione , non è una gara ma un’allenamento di gruppo .. Preadesione obbligatorie : asd.noale.eventi@gmail.com

Posted by: In: Comunicati, News, Running 16 Ago 2016 0 comments

COPERTINAAppuntamento per sabato 10 settembre a Lignano Sabbiadoro (Ud) per il Campionato Nazionale Libertas di corsa su strada. Due i percorsi, km 10 e 5, che si snoderanno nell’affascinate lungomare di Lignano Sabbiadoro al tramonto. Nel corso del week end sportivo molti gli sport a disposizione oltre alla corsa, fitness, suo, triathlon, bike, camminata, pet&run, e tanto divertimento e musica al Tenda Bar luogo al centro delle manifestazioni. organizzazione a cura di Gesport Lignano, Veneto Special Sport di Venezia e dei comitati Vento Friuli del CSN Libertas. Info e iscrizioni su funandrun.it .

sun RUN 2016

Posted by: In: Comunicati, News, Running 20 Lug 2016 0 comments

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Posted by: In: Comunicati, News 09 Lug 2016 0 comments

Assemblea ENS 2Ai Presidenti delle Associazioni affiliate al C.N.S. Libertas della Regione VENETO

Ai Presidenti Provinciali Libertas Regione VENETO

Ai Consiglieri Regionali

Al Revisore dei Conti

Ai Consiglieri Nazionali residenti Regione VENETO

Ai Membri Consulta Nazionale residenti Regione VENETO

Al Presidente Nazionale Libertas

Al Segretario Generale Libertas

LORO SEDI

OGGETTO: Convocazione Assemblea Regionale Elettiva Centro Regionale Libertas del VENETO – Art.38 dello Statuto vigente

Con la presente viene convocata l’Assemblea Regionale elettiva del Centro Regionale Libertas del VENETO per il giorno 30 LUGLIO 2016 alle ore 14,00 in prima convocazione e alle ore 15,00 del giorno 30 LUGLIO 2016 in seconda convocazione, in VENEZIA presso il CONI PROVINCIALE DI VENEZIA, VIA DEL GAZZATO 4, con il seguente ordine del giorno:

  1. Presa atto del verbale della Commissione Verifica Poteri
  2. Deliberazione su eventuali ricorsi presentati dalla Commissione Verifica Poteri;
  3. Elezione dell’Ufficio di Presidenza;
  4. Elezione degli scrutatori;
  5. Relazione tecnica del Presidente Regionale;
  6. Relazione Tecnica del Presidente Nazionale sulla situazione nazionale;
  7. Elezione del Presidente Regionale;
  8. Elezione di n 5 Consiglieri Regionali;
  9. Elezione dei Delegati all’Assemblea Nazionale;
  10. Elezione del Revisore dei Conti;
  11. Elezione n.17 componenti la Consulta Regionale dei Delegati
  12. Proclamazione degli eletti;

Le operazioni di verifica poteri avranno inizio il giorno 30 LUGLIO 2016 alle ore 12,00 presso il CONI PROVINCIALE DI VENEZIA, VIA DEL GAZZATO 4, fino all’orario previsto per l’inizio delle assemblee.

Per la partecipazione all’Assemblea è indispensabile presentarsi alla Commissione Verifica Poteri muniti di valido documento di riconoscimento, della tessera di Socio Libertas e di eventuali deleghe.

Potranno prendere parte all’Assemblea solo i rappresentanti delle Associazioni Libertas in regola con l’affiliazione ed il tesseramento alla data del 20° giorno precedente la celebrazione dell’assemblea.

Le associazioni potranno essere rappresentate dal proprio Presidente o dal delegato.

I soci aspiranti alle cariche elettive previste, dovranno far pervenire la loro candidatura entro e non oltre le ore 14,00 del 15/07/2016 alla Segreteria del Centro Regionale o via posta certificata PEC al seguente indirizzo segreteria@pec.libertasveneto.org o posta raccomandata al recapito della sede legale (via Venezia, 70 – Scorzè Ve) o consegnata a mano presso la segreteria regionale con ricevuta di consegna, indicando espressamente la candidatura per la quale intendono concorrere.

La Commissione Verifica Candidature si riunirà presso il CONI PROVINCIALE DI VENEZIA, VIA DEL GAZZATO 4 sede del Comitato Libertas Veneto alle ore 18,00 del giorno 16/07/2016.

Distinti saluti.

Venezia, lì 09 luglio 2016

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COMUNICATO STAMPA ATLETICA 2 TORRI NOALE – VENETO SPECIAL SPORT LE “FRECCE DEI TEMPESTA” …

la 4X100 cadetti del nuovo team noalese Atletica 2 Torri – Veneto Special Sport si impone ai Campionati provinciali Fidal 2015.
GRANDE performance dei cadetti noalesi del 2Torri, la 4×100 composta da Tommaso Marcato, Amin Mounir, Alberto Trabacchin e Gian Marco Vescovo alla prima uscita stagionale piazzano un interessante 47.74 sul giro di pista a Mestre, mercoledi 15 aprile, vincendo il titolo provinciale di categoria; il loro tempo è stato addirittura migliore della staffetta vincitrice della categoria allievi.
Il tempo medio ad atleta sui cento mt è stato 11.93, che per dei ragazzi di 14 anni non è proprio male.